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14 maggio 2008 Corriere della Sera
È un imbroglio per i malati Manca
la legge
La gente ha un' idea
romantica della medicina alternativa «non
funzionerà ma almeno non fa male». Un po' è vero,
anche se dieci anni fa in Belgio nove donne sono finite in dialisi
per via di un'erba cinese che prendevano per dimagrire. L' omeopatia
no, effetti negativi quei rimedi lì non ne hanno proprio.
E si capisce. La sostanza da cui si parte è talmente diluita
che la soluzione finale non contiene nulla. Però di omeopatia
chi è davvero malato, qualche volta muore. Sylvia Millecam
per esempio, bellissima, brava in teatro e in tv è morta
per un cancro al seno di appena un centimetro (certi medici «alternativi» l'
avevano convinta che il tumore non c' era). Ora in Olanda gli ammalati
non si possono imbrogliare più. E non basta «da oggi
- scriveva il Lancet nell' agosto del 2005 - i dottori devono dire
chiaramente ai loro malati che l' omeopatia non funziona».
Chi fa le leggi si sarebbe dovuto adeguare, almeno in Europa. Invece
no e così Alessandra è morta, per niente.
Replica APO Italia - Associazione Pazienti Omeopatici
E' apparso su "Il Corriere della Sera", in data 14 maggio
2008, un breve articolo del prof. Remuzzi nel quale si propone
l'emanazione di una legge che imponga ai medici di avvertire i
loro pazienti che le cure omeopatiche non sortiscono alcun effetto,
nè positivo nè (bontà sua) negativo. Affermazione,
quest'ultima, supportata da una nutrita (sic) casistica (alcune
pazienti trattate con erba cinese e una malata di cancro convinta,
da non meglio precisati medici alternativi, della inesistenza di
un tumore).
Nel mentre ammiriamo lo scrupolo con il quale il professor Remuzzi
si è documentato per formulare il suo giudizio negativo
sull'efficacia terapeutica dell'Omeopatia, vorremmo rassicurarlo:
non c'è bisogno di alcuna legge come quella da lui proposta
perchè in Italia i medici allopatici si danno già un
gran da fare per mettere in guardia i loro pazienti dai rischi
dell'Omeopatia. Purtroppo questo encomiabile zelo pare non sortisca
alcun effetto perchè la schiera degli aspiranti suicidi
che testardamente si affidano alle cure dei medici omeopatici (che
evidentemente, pur essendo laureati in Medicina e Chirurgia scambiano
un innocuo globuletto di acqua fresca per un rimedio efficace) è andata
crescendo di giorno in giorno fino a raggiungere la cifra di oltre
otto milioni, ossia quasi il 20% della popolazione. Vorremmo, invece,
suggerire al professor Remuzzi di indirizzare la sua proposta a
tutti quei Governi europei che, a differenza di quello italiano,
hanno, noncuranti della salute dei propri cittadini, riconosciuta
l'Omeopatia come protocollo terapeutico ammesso e rimborsato dal
Servizio Sanitario Nazionale.
Vega Palombi Martorano
Presidente APO Italia
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