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Omeopatia: l'impegno delle istituzioni per una Legge nazionale
Nella prestigiosa cornice dalla Fondazione europea Dragan
una platea gremita ha partecipato con entusiasmo e passione alla
Giornata Mondiale dell'Omeopatia promossa dall’Associazione Pazienti
Omeopatici (APO Italia) e organizzata in collaborazione con la Consulta
Nazionale per la Medicina Integrata di cui fa parte la Società Italiana
di Omeopatia e Medicina Integrata, che rappresenta la maggior parte
dei medici omeopati italiani.
di Antonella Bondi
Ad aprire la manifestazione un testimonial speciale: un paziente
noto in Italia per la sua attività in Mediaset che ha raccontato
la sua toccante esperienza di malattia avviata dopo un intervento
sbagliato per una lieve miopia. Marco Palmisano
era stato sottoposto a 18 ulteriori interventi chirurgici, aveva
perso quasi del tutto la vista, ha vissuto sei anni in casa in preda
a dolori trigeminali incurabili perfino con la morfina. Egli ha
risolto il suo calvario dopo le cure della dottoressa Giovanna
Bardellini che, come lui dice, è stata l'unica ad
accoglierlo con umanità, a formulare una diagnosi e una terapia
efficace. Palmisano oggi conduce una vita normale, lavora, ha riacquistato
la vista e non ha più dolore. La dottoressa Bardellini ha
raccontato di come la sua professione sia spesso dedicata a prendere
in cura malati incurabili con la medicina convenzionale, un'esperienza,
quella della cura di persone con malattie croniche che si rivolgono
all'omeopatia a causa dell'inefficacia della medicina convenzionale,
che è stata condivisa da tutti i medici omeopati presenti
in sala. Compatte le Istituzioni che hanno accolto l'invito a partecipare
alla manifestazione nel riconoscere che non è accettabile
che una medicina che cura, che è stata scelta da 10 milioni
di cittadini italiani, che all'estero è regolamentata, parzialmente
rimborsata e inserita nei servizi pubblici in Italia sia ancora
mantenuta, a causa della mancanza di una Legge nazionale, in una
posizione di "serie B", tollerata dalle Istituzioni e
nel contempo fortemente osteggiata da alcuni settori forti della
medicina accademica. La presenza del senatore D'ambrosio
Lettieri, segretario della Commissione Sanità del
Senato della Repubblica ha dato all'evento l'incisività che
gli organizzatori si aspettavano. E' opinione del Senatore che il
progetto di Legge vada snellito e che sia utile avviare una regolamentazione
di ciascuna disciplina, trattandosi di settori della medicina molto
diversi tra di loro le cui peculiarità non consentono una
regolamentazione unica. Il Senatore, esponente delle forze politiche
che attualmente governano l'Italia, ha dichiarato pubblicamente
il suo impegno affinché le esigenze, da lui ampiamente riconosciute,
dei medici e dei pazienti omeopatici trovino la soluzione normativa
auspicata. Fabio Roggiolani, Presidente della Commissione
Sanità della regione Toscana, ha evidenziato come in Toscana
la Legge sia stata resa possibile dal convergere di tutte le Istituzioni
e delle forze politiche dei due schieramenti: maggioranza e opposizione,
che tale legge hanno votato all'unanimità. Ha esortato i
pazienti a diventare "impazienti" e a chiedere che vengano
rispettati i loro diritti. I rappresentanti degli Ordini presenti
(Dino Cosi dell'Ordine dei Medici di Roma; Claudio
Cortesini dell'Ordine degli odontoiatri di Roma e Membro
del comitato centrale FNOMCeO) hanno dichiarato la necessità
di porre fine ad una situazione in cui questa medicina è
tollerata piuttosto che adeguatamente regolamentata, ricordando
come l'Ordine dei medici di Roma sia stato il primo in Italia a
dotarsi di un registro dei medici esperti in Omeopatia. Tiziana
Tabossi dell'Ordine dei Veterinari di Roma ha evidenziato
l'utilità dei medicinali omeopatici negli allevamenti degli
animali da carne anche alla luce delle problematiche ingenti legate
all'utilizzo degli antibiotici in termini di selezione di patologie
antibiotico resistenti e della qualità delle carni. Anche
la Federazione Nazionale delle Società Scientifiche, nelle
parole del suo consigliere Nicola Natale, coordinatore
della Commissione per le Medicine complementari della Federazione,
ha riconosciuto l'esigenza di una Legge che regolamenti tali discipline
e ha illustrato le Linee Guida per la pratica delle medicine complementari
emesse di recente dalla Federazione. La moderatrice della giornata
Simonetta Bernardini, presidente della SIOMI, ha
inviato un messaggio alle tre Federazioni, Medici, Farmacisti e
Veterinari affinché si facciano promotrici di una azione
congiunta di sensibilizzazione del Parlamento. La dottoressa ha
anche evidenziato come i farmacisti non abbiano il diritto-dovere
di conoscere i medicinali omeopatici che regolarmente dispensano
in farmacia dal momento che il Ministero della Salute vieta la formazione
continua in omeopatia. Senza una legge nazionale oggi solo i cittadini
che si curano anche con l'omeopatia della Toscana sono "di
serie A", potendo trovare l'omeopatia nei servizi delle ASL
e, tra poco, anche nell'Ospedale di Medicina Integrata di Pitigliano
dove si potrà avviare anche una appropriata ricerca scientifica,
mentre un Master universitario di II livello in Medicina Integrata
è stato attivato dall'università di Siena. Tutte iniziative
impossibili nel resto d'Italia, a causa della mancanza di un'analoga
legge di riconoscimento. Una giornata importante, dunque, che ha
mantenuto nei contenuti le aspettative sia degli organizzatori che
dei partecipanti. Oggi più che mai l’APO Italia, presieduta
da Vega Palombi Martorano e la SIOMI sono determinate
a portare avanti la loro battaglia per una legge nazionale che promuova
l'integrazione dell'omeopatia nel servizio sanitario italiano.
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