La natura non fa nulla di inutile (Aristotele)

I Principi della Medicina Omeopatica

 

  • COSA CURA LA MEDICINA OMEOPATICA

La Medicina Omeopatica si fonda sul principio del simile curato con il simile;

Essa cura l’individuo malato nella sua unità psico-fisico-ambientale, non solo la malattia la quale rappresenta la somatizzazione di uno squilibrio interno che si manifesta nel punto più debole dell’organismo;

Usa in dosi infinitesimali, quindi non tossiche, rimedi naturali - animali, vegetali o minerali - e non sostanze chimiche;

E’, perciò, ben tollerata da tutti gli organismi;

Può modificare la predisposizione patologica di ciascun organismo: è, quindi, anche una medicina costituzionale e preventiva;

La sperimentazione del farmaco è fatta esclusivamente sull’uomo sano e non sugli animali;

Il metodo omeopatico è fondato su un rapporto dialettico e collaborativo medico-paziente;

La Medicina Omeopatica, con l’azione della Forza Vitale dell’organismo opportunamente stimolata dal rimedio simile, mira al superamento della patologia, acuta o cronica, attraverso il recupero duraturo di quell’equilibrio tra mente e corpo in cui consiste il vero stato di Salute.

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 I PRINCIPI DELLA MEDICINA OMEOPATICA

La Medicina Omeopatica, dal greco  homoios  = simile e pathos = sofferenza, è stata fondata dal medico sassone Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755-1843)* alla fine del 18° secolo (1796).  I princìpi che la regolano sono i seguenti:

Il Principio di Similitudine (Similia similibus curentur), secondo il quale una sostanza  naturale (vegetale, animale o minerale), diluita e dinamizzata (1), è in grado di provocare in un soggetto sano sintomi simili a quelli manifestatisi nell'ammalato. Il che significa che il rimedio omeopatico è capace di curare una patologia i cui sintomi coincidono perfettamente con quelli provocati dalla sperimentazione dello stesso rimedio sull’individuo sano.

La Forza Vitale (Vis Medicatrix Naturae), insita nell'uomo, opera nell'organismo in modo automatico mantenendone l'ordine interno. Essa è preposta a tutti i suoi processi vitali, garantendone il funzionamento. Gli agenti esterni ed interni all’uomo, tendono a diminuire il livello di tale ordine e soltanto la Forza Vitale, se integra, può ristabilire  l'armonia dell’organismo, cioè “la Salute”.

La Dose Unica. Un solo tipo di disordine, cioè una sola malattia  alla volta colpisce l'uomo; il medico omeopatico, tenendone sempre ben presente i connotati, deve essere in grado di selezionare, tra gli oltre duemila rimedi omeopatici, quello perfettamente corrispondente alla totalità dei sintomi, caratteristici, peculiari, personali manifestatisi nell'individuo ammalato - sia esso neonato, uomo o animale.
 

La Dose Minima. Il rimedio omeopatico, a differenza del farmaco allopatico che agisce quantitativamente, ha azione qualitativa; il che vuol dire che maggiore è la qualità delle forze insite nell'individuo, minore è l'energia della sostanza necessaria per rendere attivo il processo di guarigione. Una sostanza, che somministrata allo stato naturale provoca una reazione violenta, trasformata in rimedio omeopatico attraverso l’apposito procedimento di diluizione e dinamizzazione (1) che ne riduce o annulla la quantità ponderale, produce risultati maggiori se il livello energetico dell'individuo è alto.

L'Aggravamento iniziale, cioè quel  processo  secondo il quale in seguito alla assunzione di un rimedio omeopatico può manifestarsi un aggravamento dei sintomi. Il che, ben lungi dall’essere un segnale negativo, significa al contrario che l'organismo sta rispondendo all'impulso del rimedio somministrato e che, quindi, la scelta terapeutica è corretta. Dopo qualche giorno questo aggravamento scompare e sopraggiunge un miglioramento ed un benessere generale non solo fisico ma anche psichico, che progressivamente porta alla guarigione. Guarigione che avviene in modo del tutto naturale tanto che ci si dimentica addirittura di essere stati affetti dalla malattia. Questo perché il superamento della patologia è determinato non da un'aggressione esterna, ma da una forza interna all'organismo, la Forza Vitale la quale, stimolata dal rimedio simile è capace, unica, di ristabilire l'equilibrio psico-fisico integrale.

La scelta della Potenza. Nella scelta della Potenza o Diluizione del rimedio, l'omeopata deve essere attento a prescrivere la giusta dose in grado di attivare la Forza Vitale; una potenza insufficiente non innescherà il processo di cura, mentre una troppo forte procurerà uno  spreco di Energie con inutili sofferenze, anche se di breve durata.

La Sperimentazione. Tutti i rimedi omeopatici vengono sperimentati mediante la somministrazione (in doppio cieco) della sostanza dinamizzata ad individui apparentemente sani (sperimentazione pura o proving). I soggetti che vi si sottopongono devono annotare con precisione ogni più piccolo cambiamento nelle sensazioni, nonchè i sintomi morbosi che la sostanza può provocare nel corso dell'esperimento (2). Alla fine, tutti i particolari riscontrati dalle varie persone vengono raggruppati e catalogati ed andranno a far parte delle "Materie Mediche" - testi di consultazione necessari al medico omeopatico per individuare il rimedio adatto al malato. Oggi esistono varie "Materie Mediche", pubblicate dai più grandi omeopati in oltre duecento anni, cioè dall'epoca di Hahnemann ad oggi.
Con quest'ultimo Principio omeopatico trova conferma quanto si è affermato nel Primo: l'agente (tossico) che fa ammalare è capace di ripristinare la Salute del malato.

Quali sono le prove di efficacia della Medicina Omeopatica?

Le attuali conoscenze scientifiche non permettono ancora di definire le caratteristiche chimico-fisiche del rimedio omeopatico - anche se diversi studi sull’argomento sono in corso; esistono, però, molti  lavori realizzati sia in Italia sia in Paesi stranieri atti a dimostrare la sua azione clinica e le conseguenti guarigioni.
Stando, comunque, agli ultimi dati della Doxa, essi ci dicono che il 23% degli italiani si curano con le Medicine non convenzionali e che negli ultimi sei mesi del 2007 l'aumento dei fruitori della Medicina omeopatica è stata dell'8%. Incremento tanto più significativo se si tiene conto che questi pazienti pagano di tasca loro e visite mediche e rimedi omeopatici!

Quali casi clinici possono curare i medici omeopatici?

La malattia, come dicevamo prima, rappresenta solo il sintomo del disturbo che invade tutta la persona nello spirito, nella psiche e nel soma; secondo l'omeopata essa non va assolutamente contrastata, ma affrontata indirettamente stimolando le difese immunitarie dell'organismo, se ne esistono ancora, attraverso il rimedio simile. 
In teoria, quindi, con tale metodo di cura tutte le malattie possono essere affrontate e curate con la Medicina Omeopatica. Quale il limite?  Esso dipende da tre fattori:

I) Il medico, il quale deve essere non solo ben preparato nella metodologia sperimentale, clinica e terapeutica della Medicina Omeopatica, ma in grado di comprendere il soggetto che ha davanti a sè, saperlo ascoltare ed interrogare mettendolo a suo agio; naturalmente, anche il paziente deve collaborare descrivendo con semplicità i suoi sintomi, senza nascondere nulla.
II) Il rimedio che, oltre ad essere ben scelto, deve  essere sottoposto al processo di diluizione e dinamizzazione secondo norme precise che permettono di ottenere la dose minima omeopatica.
III) Il paziente, che deve avere Energia Vitale sufficiente; perchè l'organismo che ne è privo non potrà rispondere all'impulso del rimedio, anche se simile ed in giusta dose.

Perchè c’è diffidenza dei farmaci omeopatici rispetto ai farmaci classici? 

Come abbiamo già detto, nel farmaco omeopatico - divenuto rimedio dopo la sperimentazione sul sano - vi è solo una quantità   infinitesimale o addirittura meno che infinitesimale della sostanza di partenza, per cui i detrattori della Medicina Omeopatica sostengono che esso sia "acqua fresca". Ma se l'uomo non è ancora in grado di dimostrare un fenomeno, che si ripete da centinaia di anni in tutto il mondo per milioni di pazienti, ciò non vuol dire che esso non esista! Fin quando Einstein  non ha scoperto il potere dell'Energia, non si conosceva affatto quanto grande sarebbe stato il suo futuro. Allo stesso modo si scoprirà come il rimedio ultramolecolare (in cui la sostanza originaria viene trasformata attraverso il processo di diluizione e dinamizzazione) agisce sulle cellule dell'organismo.

Ma ciò che mi preme sottolineare è la particolare capacità che la Medicina Omeopatica ha di evitare le malattie; infatti essa  può, oltre che curare, essere utilissima  come  Prevenzione. In autunno o in primavera, per esempio, stagioni dell'anno in cui il clima è variabile, quindi il nostro organismo è più facilmente vulnerabile, una cura omeopatica personalizzata può senz'altro fortificarlo evitando quei fastidi di stagione come raffreddori, tosse, febbre e così via (3).  Il rimedio omeopatico - mai aggressivo - è capace di incrementare le nostre difese organiche con il risultato di prevenire e curare tutte le patologie, acute o croniche che siano.


1) Il farmaco omeopatico è preparato con sostanze provenienti dal mondo vegetale, animale e minerale. Da queste si ricavano le "Tinture Madri"  la cui modalità di preparazione e conservazione è codificata nelle Farmacopee omeopatiche. Con un procedimento complesso che non è possibile qui esporre, esso viene diluito e dinamizzato (succusso, potentizzato) fino a non contenere più alcuna molecola della sostanza iniziale. Cosa conterrà il rimedio così ottenuto? Energia e solo energia, necessaria a smuovere l'energia  bloccata del nostro organismo, per cui la malattia. 
2) Generalmente, i medici omeopatici sperimentano su loro stessi i farmaci (sperimentazione pura) in modo da conoscere profondamente il meccanismo d'azione.
3) E gli esempi potrebbero continuare all’infinito. Dopo un grande dispiacere come la perdita di una persona cara, di un fidanzato, del lavoro, un crac finanziario, l’equilibrio psico-fisico di un individuo - nel quale l’Energia Vitale circola liberamente in stato di Salute - si rompe, le difese immunitarie diminuiscono ed il suo organismo diviene terreno fertile per qualsiasi malattia, fisica o psichica.

* Il dott. Hahnemann (Meissen 1755 – Parigi 1843) è stato un professionista poliedrico ed uno scienziato fuori del comune. La sua figura emerge dapprima come studente eccelso e come ricercatore attento. Riesce in breve a conoscere 12 lingue e a scrivere trattati di Chimica in cui si interessa di vari aspetti. Le sue intuizioni nell’ambito della fusione dei metalli, nello studio della solubilità delle sostanze insolubili e nella produzione veloce dell’acido acetico, sono ancora attuali. Come medico, ancor prima di essere omeopata, era uno stimato professionista e medico personale di molte autorità dell’epoca e per due anni coprì l’incarico di medico legale. Diventato medico omeopatico raccolse di pari grado consensi e ostacoli nei colleghi della vecchia medicina che vedevano i successi della Medicina Omeopatica nelle epidemie, di scarlattina, di tifo e di colera (epidemie devastanti per i vecchi metodi della medicina dell’epoca), un pericolo per il proprio “potere”. Spesso Hahnemann fu salvato dai tentativi di inquisizione dagli stessi suoi pazienti in quanto  molti di essi erano personalità e dignitari. Conquistò sul campo a Parigi, negli ultimi anni della propria esistenza, quei riconoscimenti e apprezzamenti che gli erano stati, in parte, negati in patria (Dr. Carlo Melodia).

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