Patrocinata dalla Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis
(LMHI), si celebra il 10 aprile la Giornata Mondiale della
Medicina Omeopatica, istituita nel 2003. In Italia l'avvenimento
è ricordato dall'Associazione Pazienti Omeopatici
(APO) , associazione senza scopo di lucro che dal 1991 è
attiva nel nostro Paese per la diffusione e il riconoscimento
della medicina omeopatica hahnemanniana.
Con delegazioni e soci in tutta Italia, l'APO ha sede a
Napoli. dove è stata fondata il 13 gennaio 1991 da
Maria Teresa di Lascia (vincitrice del Premio Strega 1995)
e da un gruppo di pazienti. Iscritta all'Albo delle Associazioni
senza scopo di lucro del Comune di Napoli dall'aprile 1996,
l'APO è patrocinata dalla Liga Medicorum Homoeopathica
Internationalis (LMHI) e fa parte della European Federation
of Homeopathic Patients' Associations. In Italia è
inoltre membro del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento
per le Medicine Non Convenzionali, nato a Bologna nel 2003
e di cui fanno parte 28 associazioni di medici e 2 di pazienti.
Dal gennaio del 1992 presidente dell'APO è Vega Palombi
Martorano, che in questa intervista a Medicina Naturale
ne espone obiettivi, finalità e programmi.
Quali
sono le finalità istituzionali dell'Associazione
Pazienti Omeopatici?
L’APO nasce ponendosi come missione di fondo la
tutela della salute e degli interessi di chi si cura con
la Medicina Omeopatica, il che in Italia significa più
di dieci milioni di persone. Questo si traduce in un costante
impegno per il riconoscimento e la tutela della Medicina
Omeopatica sia nell'ordinamento nazionale sia in sede
comunitaria. Il nostro primo obiettivo è quindi
quello di divulgarne i principi nella società civile
e presso le istituzioni politiche, culturali ed educative.
In ambito istituzionale, professionale e accademico, le
finalità principali per cui ci battiamo sono la
regolamentazione della Medicina Omeopatica (un disegno
di legge per la regolamentazione delle MnC, sollecitato
dall’U.E., è stato presentato al Parlamento
in XII Commissione dall'on. Francesco Paolo Lucchese nel
febbraio 2004, il nuovo testo a fine gennaio 2005 e gli
emendamenti saranno presentati entro il 10 marzo, successivamente,
il riconoscimento legislativo della Medicina Omeopatica
da parte dello Stato (con il relativo rimborso di spese
mediche e farmaceutiche da parte del Servizio Sanitario
Nazionale), l'introduzione nelle Università di
un master in Medicina Omeopatica per medici chirurghi,
odontoiatri e veterinari, la creazione di presidi sanitari
e pronto soccorso omeopatici, l'approvazione a livello
europeo di normative che permettano di esercitare la Medicina
Omeopatica esclusivamente ai medici chirurghi, odontoiatri
e veterinari iscritti all'albo professionale e che abbiano
seguito corsi di Medicina Omeopatica riconosciuti dallo
Stato, lo stanziamento di fondi da parte dello Stato per
la ricerca sulla Medicina Omeopatica.
Come
ci si iscrive e cosa significa essere soci APO?
Possono far parte dell'APO tutti coloro che hanno liberamente
scelto di curarsi con la Medicina Omeopatica, l'adottano
abitualmente quale mezzo terapeutico o sono interessati
alla sua conoscenza e diffusione. Ormai da parecchi anni
la nostra associazione è apprezzata e stimata in
tutta Italia per la serietà del suo impegno ed
è considerata un punto di riferimento sicuro e
affidabile a cui rivolgersi per consigli e informazioni.
Per mantenere alta la qualità del nostro lavoro,
che è assolutamente volontario, non siamo tanto
interessati ad aumentare indiscriminatamente il numero
dei soci, quanto a coinvolgere persone serie e motivate,
che condividano la nostra passione e il nostro entusiasmo
partecipando attivamente alle iniziative e agli incontri,
oltre a usufruire delle agevolazioni loro riservate. Tutte
le informazioni sull'associazione e sulle modalità
di iscrizione sono comunque disponibili sul nostro sito
internet www.apoitalia.it, che viene costantemente aggiornato
e arricchito di contenuti.
Quali
sono state sinora le vostre principali iniziative?
La nostra attività si esplica su più fronti
e in questi tredici anni abbiamo realizzato numerose iniziative
in tutte le città d'Italia: tra le più significative
posso ricordare ad esempio il Convegno Internazionale,
organizzato a Ischia nel 1992, e la partecipazione al
Congresso Mondiale di Capri del 1996 (organizzato dalla
FIAMO) in cui abbiamo presentato in anteprima il volume
per i pazienti: "Napoli e la nascita dell’Omeopatia
in Italia (1822). Introduzione alla Medicina Omeopatica”.
Attraverso azioni promozionali di vario genere - convegni,
conferenze, dibattiti, presentazione di pubblicazioni
divulgative e didattiche - vogliamo contribuire attivamente
a diffondere la conoscenza di questa medicina dolce, senza
controindicazioni e di efficacia duratura, educando inoltre
i cittadini alla prevenzione omeopatica con la scelta
di forme di vita e di alimentazione equilibrate e naturali.
Un'importante realizzazione in tal senso è stata
la pubblicazione di un libro specificamente rivolto ai
pazienti, di taglio molto pratico ed esauriente, che contiene
tutte le informazioni e le indicazioni concrete necessarie
per conoscere e capire questo metodo terapeutico. Abbiamo
inoltre avviato un importante "Progetto di Prevenzione
e di Educazione alla Salute con la Medicina Omeopatica”
per gli insegnanti e gli studenti delle scuole elementari,
medie e superiori, la cui finalità è far
sì che il processo di avvicinamento e comprensione
di queste tematiche venga avviato quanto prima possibile
e possa così mettere radici profonde nell’educazione
sanitaria dei cittadini.
Come
vi siete mossi per promuovere la Giornata mondiale della
Medicina Omeopatica?
Per quanto riguarda specificamente questo importante appuntamento
il nostro impegno è stato totale e si è
concretizzato nella realizzazione e distribuzione di 8.000
locandine, con altrettante lettere di accompagnamento
a tutte le farmacie omeopatiche, fatte perven re tramite
i distributori con le consegne dei farmaci, e di 3.000
poster da affiggere negli ospedali e negli ambulatori.
L’APO è l'unica associazione del settore
a essersi mobilitata per l'occasione e la nostra iniziativa
ha potuto contare sull'appoggio del Presidente della LIGA
Italia, dr. Renzo Galassi, e del coordinatore del Comitato
Permanente di Consenso e Coordinamento per le MnC, dr.
Paolo Roberti.
Quali
sono i contenuti concettuali alla base del vostro impegno,
la vostra visione della Medicina Omeopatica e del suo
ruolo?
L’APO si riconosce fondamentalmente nella Medicina
Omeopatica classica unicista fondata da Samuel Hahnemann,
che mira al superamento della patologia acuta o cronica
attraverso il recupero duraturo dell'equilibrio tra mente
e corpo, in cui consiste il vero stato di salute, stimolando
con il rimedio simile l'azione della Forza Vitale dell'organismo.
Abbiamo sempre ritenuto assurdo l'ostracismo della medicina
ufficiale nei confronti dei medici omeopatici e quindi
non intendiamo assumere a nostra volta lo stesso atteggiamento
nei confronti di quelli allopatici. Sono tutti medici
ed è una realtà il funzionamento delle terapie
allopatiche come di quelle omeopatiche: ma quest' ultima
ha il grande vantaggio di portare alla guarigione riequilibrando
l'organismo nella sua globalità, senza intossicarlo
e disturbarlo. Non usando sostanze chimiche ma rimedi
naturali (animali, vegetali. minerali) e in dosi infinitesimali
(e quindi non tossiche) è ben tollerata dall'organismo,
di cui può modificare la predisposizione patologica,
svolgendo un'importante funzione di medicina costituzionale
e preventiva. Si tratta di una vera medicina a misura
d'uomo, da amare e non da temere, e non solo di una tecnica,
come sta sempre più diventando l'allopatia, che
considera il paziente come una macchina composta da parti
staccate, da riparare quando si guastano. La Medicina
Omeopatica cura invece la persona nella sua unità
psico-fisico-ambientale, vedendo nella malattia la somatizzazione
di uno squilibrio interno che si manifesta nel punto più
debole dell'organismo. Per tutte queste ragioni la Medicina
Omeopatica è molto più gratificante ma anche
molto più impegnativa, fondandosi su un rapporto
dialettico che richiede coinvolgimento, sintonia ed empatia
tra paziente e medico, con una grande capacità,
da parte di quest'ultimo, di ascolto, di approfondimento,
di riflessione e di interpretazione per arrivare a individuare,
partendo dalle caratteristiche e dalla storia del paziente
e della sua famiglia, il rimedio che copre tutti i suoi
sintomi.