APO Italia
E-mail: info@apoitalia.it
       
     

A.P.O. Italia
Riviera di Chiaia n. 207
80121 Napoli
FAX: 081-405796



L'efficacia dell'esperienza di Paolo Roberti
- Il Sole 24ore, 18 aprile 2004 -


Il Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia desidera intervenire sull'articolo apparso sul Sole24Ore, in cui Dario Antiseri e Giovanni Federspil riprendono loro note posizioni sulle medicine complementari (altrimenti dette "non convenzionali"). Secondo gli autori, si tratterebbe di "dottrine fantasiose, prive (per quanto oggi se ne possa sapere) di ogni contatto con la realtà empirica". Di conseguenza sarebbero pericolose per la salute ed il Parlamento non dovrebbe quindi (come sta facendo) discutere una legge per la loro definitiva regolamentazione. Gli autori sostengono che le medicine complementari sono caratterizzate dal porsi al di fuori del metodo e del contenuto della medicina scientifica. A parte il fatto che queste affermazioni colgono, forse, una piccola parte del problema ed enfatizzano un aspetto che caratterizza solo alcune frange più "estremiste" delle medicine complementari, esse sono smentite dalla letteratura scientifica corrente Almeno per quanto riguarda le tre principali medicine (fitoterapia, agopuntura ed omeopatia) le banche dati-internazionalmente riconosciute trattano quotidianamente lavori fatti con criteri del tutto scientifici, cioè oggetto di osservazioni, ipotesi e sperimentazioni. Una prova molto concreta è del resto fornita anche dalla presenza di alcuni fitoterapici, registrati a tutti gli effetti come specialità medicinali, autorizzati dal Ministero della salute. Tali discipline si fondano prevalentemente su una tradizione empirica (millenaria o almeno bicentenaria, secondo quelle che si considerano). Contrariamente a quanto spesso si pensi, l'empirismo non coincide con la mancanza di scientificità, ma, piuttosto, della scienza è la premessa e la "linfa". L'empirismo è generalmente considerato come il cuore del moderno metodo scientifico, secondo cui le nostre teorie devono essere basate sulla osservazione del mondo piuttosto che sulla intuizione o sulla fede; in altre parole, sulla ricerca empirica, sul ragionamento induttivo e sulla logica deduttiva. I risultati della tradizione empirica hanno dato origine alle teorie proprie di ogni medicina complementare, che oggi cominciano ad essere vagliati anche con le moderne tecnologie sperimentali e statistiche; di conseguenza, queste medicine non hanno nulla a che vedere con la "fantasia" o con concetti non sperimentati. Un altro punto, che spesso viene trascurato a riguardo delle cosiddette "prove scientifiche" nelle medicine complementari, è che ogni disciplina medica ha sviluppato suoi metodi di studio e sue prove di efficacia. La chemioterapia dei tumori si basa su finissime metodologie di epidemiologia clinica, tese a valutare le minime differenze di efficacia di un chemioterapico rispetto ad un farmaco concorrente, utilizzando indicatori indiscutibili come la durata della vita. In alcuni casi, le medicine complementari, ma anche molte altre pratiche mediche insegnate all'università, riconosciute e finanziate dal SSN, non possono essere valutate con gli stessi parametri della chemioterapia. In realtà, secondo la "evidence-based-medicine" la decisione clinica deve basarsi su tutte le migliori evidenze attualmente disponibili, ma nessuno ha mai sostenuto che, in mancanza di evidenze oggettive ed indiscutibili, il medico non debba fare nulla. La medicina è scienza ma è anche arte (vedasi il primo capitolo dell'ultima edizione del Trattato di Clinica Medica dell'Harrison), il che significa che è una prassi che necessita di evidenza scientifica ma anche di "decisione", personale e responsabile, del medico sulla base della sua intuizione ed esperienza. Ciò si verifica quotidianamente in molte branche della medicina ufficiale, dalla medicina di base alla chirurgia, dalla psichiatria alla fisioterapia. Secondo la Cochrane Collaboration, le medicine complementari o non convenzionali rappresentano un "ampio campo di risorse sanitarie che attraversa tutti quei sistemi, modalità e pratiche, con le loro teorie e credenze, che sono diversi da quelli intrinseci nel sistema medico politicamente dominante in una particolare società o in un particolare periodo storico. (...) I confini tra il campo delle medicine non convenzionali e quello del sistema dominante non sono sempre netti, né fissi." Un'altra interessante definizione è quella di Edzard Ernst, direttore del Centro per le Medicine Complementari dell'Università di Exeter: "Una medicina non convenzionale è quella diagnosi, trattamento e/o prevenzione che complementa la medicina ufficiale, contribuendo ad uno scopo comune, soddisfando domande non considerate dall'"ortodossia" o diversificando la cornice concettuale della medicina. Tali medicine formano un ampio ed eterogeneo gruppo di tecniche" (Br. Med. J. 2000;321:1133-1135.). Noi riteniamo che tale settore emergente della medicina vada maggiormente studiato (come si sta già facendo in alcune Regioni) e vada urgentemente regolamentato, partendo dalla ricerca scientifica e dalla didattica, che - come prevede il progetto attualmente in discussione in Parlamento - vanno affidate alle università in sinergia con le migliori competenze formatesi "sul campo". Ignorare o addirittura disprezzare queste antiche, ma per molti aspetti nuove, discipline mediche non è né scientifico né etico. Gli ultimi dati ISTAT riferiti al 1999 individuano in ben nove milioni d'Italiani gli utenti delle Medicine non Convenzionali, di cui sei milioni per la sola omeopatia, e in settemila i medici che prescrivono costantemente i medicinali omeopatici. Un recente sondaggio condotto da Format e pubblicato sul numero 284 di Salute di Repubblica del 27/11/2003 su un campione di 864 persone dimostra che il 31,7% della popolazione ha ricorso alle MNC negli ultimi 3 anni (il 23,4% nell'ultimo anno) ricavandone concretamente stabili e costanti benefici. Il Parlamento ha quindi il dovere di regolamentare il settore e rispondere quindi finalmente alle legittime aspettative di una parte considerevole dei suoi elettori. Anche la federazione nazionale degli ordine dei medici nel documento di Terni del 2002 ha riconosciuto l'urgenza di fare una legge sulle medicine complementari. Oltre alle disquisizioni su cosa sia scientifico e cosa sia empirico, agli operatori sanitari interessano molto anche le esigenze concrete dei pazienti e dei cittadini.

A nome del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia
Il Coordinatore Dott. Paolo Roberti

L'efficacia dell'esperienza (207 KB)


Powered and Designed by Mayhem