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"Medicina omeopatica, una confusione tutta italiana"
di Alessandra Giordano - da www.napoli.com


Prendiamo in prestito il titolo da una relazione del segretario della Luimo (Libera Università di Medicina Omeopatica), dott. Carlo Melodia, per riassumere lo stato delle cose che sono state prospettate alla conferenza stampa tenutasi ieri presso l’Ordine dei Medici alla Torretta.
In attesa dell’incontro con la medicina omeopatica organizzato dall’Apo (l’associazione che riunisce i pazienti omeopatici) e dall’Ammi (le mogli dei medici), infatti, moderatrice la giornalista de Il Mattino,Donatella Trotta, si è fatto riferimento alla necessità di un inquadramento istituzionale in campo omeopatico che al momento manca del tutto pur essendo 8 milioni
gli italiani – 70 milioni in Europa e 200 milioni nel mondo - che fanno uso di questa medicina alternativa. Soprattutto a causa della presa di posizione del Comitato Nazionale di Bioetica voluto dal ministro Sirchia che ha negato il diritto di cittadinanza alla medicina omeopatica nelle università italiane e nelle 17.000 farmacie sparse sul territorio nazionale, pur essendoci tanti medici italiani che ormai da anni prescrivono farmaci omeopatici (circa 8000, mentre sono 50 mila in Europa e 150.000 nel mondo).
Lo affermano senza mezzi termini sia la presidente dell’Apo, Vega Martorano, alla guida dell’associazione che da 10 anni promuove incontri, concorsi, convegni e tavole rotonde per la corretta diffusione della Medina Omeopatica e protegge i pazienti che si affidano a queste cure, che gli altri responsabili del settore intervenuti: lo stesso Carlo Melodia, Alfredo Lubrano, chirurgo omeopata, direttore del Cismo, Antonio Manzi, medico presso la Luimo di Napoli e il presidente della Unifarma Napoli, Carlo Boscia. “Fare chiarezza in modo costruttivo”, è stato più volte ribadito e la riunione è scaturita proprio da questa volontà di un’esigenza di un diritto alla salute e alla tutela della libertà informata di scelta terapeutica.
Si attende ora l’esito di un incontro che si terrà il 18 giugno a Palazzo Chigi tra il Comitato di Bioetica e il Comitato Permanente di consenso e coordinamento per le Medicine non-convenzionali in Italia, presieduto dal coordinatore Paolo Roberti, psichiatra bolognese.
Per quanto riguarda invece la tavola rotonda successiva, questa ha visto la partecipazione di molte donne, soprattutto mogli di medici allopati interessate ad approfondire anche questa ulteriore branca della medicina. Molto apprezzato è stato l’intervento del prof. Antonio Abbadessa docente di ematologia nella Seconda Università di Napoli che ha tenuto una relazione su “La leucemia lineale descritta da Tommaso Cigliano: 40 casi curati con l’Omeopatia nella revisione critica di un medico allopatico”. Ha voluto portare il suo saluto alla manifestazione anche il “padrone di casa”, Giuseppe del Barone, da sempre vicino alle esigenze dei medici e dei pazienti omeopatici.

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