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Prendiamo
in prestito il titolo da una relazione del segretario della
Luimo (Libera Università di Medicina Omeopatica),
dott. Carlo Melodia, per riassumere lo stato delle cose
che sono state prospettate alla conferenza stampa tenutasi
ieri presso l’Ordine dei Medici alla Torretta.
In attesa dell’incontro con la medicina omeopatica
organizzato dall’Apo (l’associazione che riunisce
i pazienti omeopatici) e dall’Ammi (le mogli dei medici),
infatti, moderatrice la giornalista de Il Mattino,Donatella
Trotta, si è fatto riferimento alla necessità
di un inquadramento istituzionale in campo omeopatico che
al momento manca del tutto pur essendo 8 milioni |
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gli italiani – 70 milioni in Europa e 200 milioni
nel mondo - che fanno uso di questa medicina alternativa.
Soprattutto a causa della presa di posizione del Comitato
Nazionale di Bioetica voluto dal ministro Sirchia che ha
negato il diritto di cittadinanza alla medicina omeopatica
nelle università italiane e nelle 17.000 farmacie
sparse sul territorio nazionale, pur essendoci tanti medici
italiani che ormai da anni prescrivono farmaci omeopatici
(circa 8000, mentre sono 50 mila in Europa e 150.000 nel
mondo).
Lo affermano senza mezzi termini sia la presidente dell’Apo,
Vega Martorano, alla guida dell’associazione che da
10 anni promuove incontri, concorsi, convegni e tavole rotonde
per la corretta diffusione della Medina Omeopatica e protegge
i pazienti che si affidano a queste cure, che gli altri
responsabili del settore intervenuti: lo stesso Carlo Melodia,
Alfredo Lubrano, chirurgo omeopata, direttore del Cismo,
Antonio Manzi, medico presso la Luimo di Napoli e il presidente
della Unifarma Napoli, Carlo Boscia. “Fare chiarezza
in modo costruttivo”, è stato più volte
ribadito e la riunione è scaturita proprio da questa
volontà di un’esigenza di un diritto alla salute
e alla tutela della libertà informata di scelta terapeutica.
Si attende ora l’esito di un incontro che si terrà
il 18 giugno a Palazzo Chigi tra il Comitato di Bioetica
e il Comitato Permanente di consenso e coordinamento per
le Medicine non-convenzionali in Italia, presieduto dal
coordinatore Paolo Roberti, psichiatra bolognese.
Per quanto riguarda invece la tavola rotonda successiva,
questa ha visto la partecipazione di molte donne, soprattutto
mogli di medici allopati interessate ad approfondire anche
questa ulteriore branca della medicina. Molto apprezzato
è stato l’intervento del prof. Antonio Abbadessa
docente di ematologia nella Seconda Università di
Napoli che ha tenuto una relazione su “La leucemia
lineale descritta da Tommaso Cigliano: 40 casi curati con
l’Omeopatia nella revisione critica di un medico allopatico”.
Ha voluto portare il suo saluto alla manifestazione anche
il “padrone di casa”, Giuseppe del Barone, da
sempre vicino alle esigenze dei medici e dei pazienti omeopatici.
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