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I DIRITTI DEI PAZIENTI DELLE MnC

Relazione della presidente dell'APO al Convegno "Medicine non convenzionali: ecocompatibilità e libertà di scelta terapeutica" organizzato nell'ambito della rassegna "ECO&EQUO" svoltasi ad Ancona, domenica 10 ottobre 2004:


Ringrazio la Giunta Regionale della Regione Toscana, la Direzione generale diritto alla salute e politiche di solidarietà, la Commissione regionale per le MnC, il medico omeopatico, dr. Elio Rossi dell’Az. USL 2 di Lucca e la delegata APO Marche, Daniela Salvucci, organizzatori di questo Convegno, per aver voluto ascoltare, tra le altre, anche la voce di un rappresentante di coloro che fanno da tempo ricorso ad una delle più diffuse MnC in Italia, ossia la Medicina Omeopatica.

Questi pazienti, che hanno sperimentato direttamente e ripetutamente i benefici di una medicina che mira non solo alla eliminazione del sintomo patologico, ma a curarne alla radice la causa profonda che lo sostiene ripristinando quell’equilibrio psico-fisico relazionale in cui consiste il vero stato di salute, hanno sentito il bisogno, tredici anni fa, di riunirsi in associazione per far sentire il peso della loro presenza.

Occorre ricordare, per limitare il discorso alla sola Medicina Omeopatica, ma le cifre vanno opportunamente aumentate se si tiene presente tutto il campo delle MnC che, secondo gli ultimi dati ISTAT, coloro che in Italia fanno ricorso alla sola Medicina Omeopatica sono 7 milioni e mezzo, cioè oltre il 12% della popolazione, numero che però va sempre più aumentando.

Se poi guardiamo alla situazione europea, il numero dei pazienti omeopatici in Europa raggiunge i 70 milioni e i 200 milioni nel mondo.

Non ostante questo massiccio ricorso alla Medicina Omeopatica, lo Stato italiano ignora l’esistenza di questo fenomeno riconoscendo un unico protocollo terapeutico, quello che va sotto il nome di medicina tradizionale o convenzionale che è l’unica ad essere insegnata nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, così come è l’unica pratica medica ad essere ammessa ai benefici del SSN, sia nella forma dell’assistenza diretta che in quella indiretta.

Per rendersi conto dell’assurdità di tale situazione, basta gettare lo sguardo su quanto si verifica nei paesi europei, cioè di tradizione assai affine alla nostra, dove la Medicina Omeopatica è praticata in misura più o meno ampia, ma sempre consistente, riconosciuta ai fini del SSN e praticata nelle strutture ospedaliere pubbliche (nel Regno Unito, p.es., ci sono sei Ospedali omeopatici ed una Clinica, Ente Morale senza scopo di lucro).

Esiste a Londra la Facoltà di Omeopatia, fondata nel 1950 con Decreto Parlamentare, per salvaguardare la pratica omeopatica e per formare i medici.


Nel 2002 l’O.M.S. – Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso pubblica la sua strategia per i prossimi anni, in cui sollecita i governi nazionali a sostenere sempre di più le medicine complementari nelle rispettive politiche sanitarie e a far sì che si giunga ad una sempre maggiore integrazione di tali medicine nell’ambito dei sistemi sanitari nazionali.

Nel 2004, infine, l’O.M.S., in collaborazione con la Regione Lombardia, anche sulla base della Consultation dell’O.M.S. tenutasi a Milano nel dicembre 2003, ha elaborato le

“LINEE GUIDA PER LO SVILUPPO DELL’INFORMAZIONE AL CONSUMATORE SULL’UTILIZZO APPROPRIATO DELLA MEDICINA TRADIZIONALE, COMPLEMENTARE E ALTERNATIVA”

Gli obiettivi di queste linee guida sono:

1) fornire un quadro generale degli elementi chiave direttamente legati al consumatore che devono essere disposti nel sistema sanitario al fine di garantire un utilizzo appropriato della MT/MCA;

2) descrivere i principi e le attività generali per lo sviluppo di una valida informazione sulla MT/MCA rivolta al pubblico;

3) definire i punti chiave da prendere in considerazione nel processo di sviluppo dell’informazione per l’utilizzo appropriato della MT/MCA da parte dei consumatori.

A lungo termine, l’obiettivo è quello di rendere massimi i benefici e minimi i rischi del ricorso alla MT/MCA e di consentire ai consumatori di diventare parte attiva e consapevole nelle scelte riguardanti la salute.

L’O.M.S. ritiene che l’informazione e l’educazione possano aiutare i consumatori ad individuare il tipo di autocura più adatto e di ottenere i massimi benefici dalla MT/MCA evitando rischi inutili”.

Alla luce di quanto recita l’O.M.S. si tratta, quindi, di una posizione, quella italiana, retrograda dal punto di vista sociale e culturale, ma anche di una sostanziale violazione dei nostri principi costituzionali.

L’art. 32 della nostra Carta Fondamentale stabilisce, infatti: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Ora, diritto alla salute significa e non può non significare, in un regime di libertà, il diritto di scegliere tra i vari protocolli terapeutici comunemente praticati, quello che l’individuo ritiene più confacente alle esigenze della propria salute.

E’ vero che nessuna norma vieta l’esercizio di pratiche mediche non convenzionali, né proibisce ai cittadini di farvi ricorso, perché ovviamente esercitate da medici laureati in M. e Ch.; ma quando essa non riconosce al paziente il diritto ad essere sollevato dai relativi oneri economici, in quanto pratica terapeutica non riconosciuta dal SSN, di fatto nega quanto meno alle fasce meno abbienti che pure, ai sensi della richiamata norma costituzionale avrebbero diritto a cure gratuite, quella libertà di scelta che il diritto alla salute implica.

Ma anche per coloro che pur volessero e potessero sobbarcarsi all’onere economico derivante da una scelta alternativa rispetto alla medicina tradizionale, l’assenza di strutture pubbliche in cui venga praticata la Medicina Omeopatica, preclude proprio in circostanze in cui più pressante si manifesta l’esigenza di tutela della salute (ricoveri d’urgenza con intolleranze ai medicinali tradizionali, consigli e cure nei giorni festivi per improvvisi malori, ecc.), di vedersi assicurato quel tipo di trattamento terapeutico da essi normalmente prescelto.

Ricordiamo ancora che però lo Stato non esenta (né potrebbe farlo trattandosi di una tassa) coloro che fanno ricorso alla Medicina Omeopatica dall’onere fiscale che alimenta il SSN con la conseguenza di non poter ricevere dallo Stato, a differenza degli utenti della MC, alcuna prestazione medica gratuita o semigratuita in aperta violazione del principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, al di fuori di ogni principio di ragionevolezza se si tiene presente che, come detto, il ricorso alla Medicina Omeopatica è liberamente consentito così come è liberamente consentita la vendita dei relativi rimedi.

Paradossalmente, infine, l’esclusione delle medicine e terapie NC dal sostegno del SN è perfino lesivo dell’interesse generale in quanto notoriamente si tratta di pratiche meno costose e quindi meno incisive sulla fiscalità generale.

Ne è prova il fatto che la copertura assicurativa privata, per coloro che fanno ricorso alla Medicina Omeopatica, è meno costosa di quella che copre il ricorso a pratiche mediche tradizionali; sia per il sanitario che per il cittadino.

La sostanziale compressione del diritto alla libera scelta della medicina o della terapeutica, dovuta alla esistenza di un’unica medicina riconosciuta dallo Stato, ossia quella tradizionale, si manifesta anche sotto altri e molteplici profili.

Innanzitutto, la vera libertà di scelta presuppone l’adeguata informazione sulle varie alternative possibili (vedi O.M.S.): ora non dobbiamo dimenticare che da decenni, se non da secoli siamo, fin dalla nascita, abituati ad un solo volto della medicina che è quello della MT.

Per colmare questo svantaggio informativo di cui soffrono le MnC lo Stato, che dispone del quasi monopolio dei canali informativi di massa (scuole, televisione, ecc.) dovrebbe farsi carico di rendere edotti i cittadini delle altre possibili scelte terapeutiche. Non solo questo non avviene, ma talvolta avviene il contrario, come una nota trasmissione su un canale della televisione pubblica, gratuitamente denigratoria della Medicina Omeopatica, ci ha dimostrato (vedi trasmissione SuperQuark di Piero Angela su Rai 3, dell’11 luglio 2000).

E, invece, tale argomento ha destato grande interesse, come abbiamo potuto constatare con lo svolgimento di corsi informativi organizzati per professori e alunni delle scuole di ogni ordine e grado con un progetto di “PREVENZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE” con la Medicina Omeopatica, dal titolo: “Sapersi osservare e riconoscere attraverso la Medicina Omeopatica” .

Tale progetto, promosso dall’Associazione Pazienti Omeopatici ed elaborato da un gruppo di medici della F.I.A.M.O. Campania ha potuto essere realizzato solo grazie alla personale apertura mentale di un Provveditore agli Studi di Napoli che lo ha patrocinato, nell’ambito di un “Progetto di Prevenzione ed Educazione alla Salute” di cui alla Circolare Ministeriale 362 del dicembre ’92.

Questo atteggiamento dello Stato nei confronti delle MnC ostacola non solo, per le ragioni che abbiamo detto, l’effettivo esercizio del diritto alla salute mediante la libera scelta della medicina o della terapeutica, ma rende quest’ultima più rischiosa in quanto escludendo dalla preparazione universitaria l’apprendimento ed il tirocinio delle pratiche NC non assicura, ai pazienti che vi fanno ricorso, l’incontro con medici che abbiano in proposito un’adeguata preparazione diversa da quella, purtroppo, spesso frettolosamente acquisita in base a corsi di brevissima durata organizzati da società farmaceutiche di settore.

Altra grave lesione al diritto alla libera scelta terapeutica è rappresentata dal divieto ai medici che praticano MnC di qualificarsi ufficialmente specialisti del settore, per cui un paziente ha perfino difficoltà ad individuare e riconoscere il medico che pratichi la terapia NC da lui prescelta.

A scendere in campo a sostegno delle MnC è il Consiglio Nazionale della FNOMC&O (Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) con il Presidente Nazionale dr. Giuseppe Del Barone. A delineare la posizione della FNOMC&O è il vicepresidente Salvatore Amato il quale con il “Documento di Terni”, 18 maggio 2002, traccia le linee guida per la razionalizzazione della materia.

La FNOMC&O riconosce 9 medicine tra cui la Medicina Omeopatica.

Punto 1°: L’individualizzazione e la regolamentazione delle attività relative alle singole medicine e pratiche non convenzionali.

La situazione oggi: il 4 febbraio 2004, sollecitato dall’UE, l’on. Francesco Paolo Lucchese presenta, in XII Commissione, un disegno di legge per il riconoscimento delle MnC .

Mi auguro che questa legge preveda una formazione per le singole medicine o terapeutiche ai fini della trasparenza e della tutela del cittadino.

La legge si deve far carico di spiegare esplicitamente al cittadino che non sa a quale di queste medicine rivolgersi, su quali principi si basa quella certa metodica o terapeutica al fine di consentirgli una valutazione informata sulla prognosi della propria malattia utilizzando un certo tipo di approccio rispetto ad un altro, ed in particolare abbandonando l’offerta del metodo convenzionale.

Intanto, il CNB (Consiglio Nazionale di Bioetica), organo nominato precipitosamente dal Governo subito dopo la presentazione del disegno di legge dell’on. Lucchese ha bocciato, con un parere non vincolante, il disegno di legge approvando, quasi all’unanimità, un documento che è stato trasmesso a Governo e Parlamento per la discussione.

Per fronteggiare le resistenze al riconoscimento di una parità di diritti per gli utenti delle MnC è nato, nell’ottobre 2003, il COMITATO PERMANENTE DI CONSENSO e di RICONOSCIMENTO per le MEDICINE NON CONVENZIONALI in Italia al quale hanno aderito 29 associazioni scientifiche ed enti pubblici e due associazioni di pazienti che si curano con la Medicina Omeopatica. Questo Comitato è coordinato dal dr. Paolo Roberti, psichiatra omeopatico il quale, con grande passione e dedizione si prodiga, insieme agli altri componenti, per portare avanti questa battaglia.

Vega Palombi Martorano
Presidente APO

Ancona, 10 ottobre 2004



La Presidente dell'APO Vega Palombi Martorano


Da sinistra: K. Belvedere - Responsabile per le MnC della Regione Toscana;
P. Roberti - Coordinatore del Comitato Permanente di Consenso e di Coordinamento per le MnC;
M. Amagliani - Assessore all'ambiente della Regione Marche;
T. Franci - Assessore all'ambiente della Regione Toscana.


Da sinistra: V. Palombi Martorano - Presidente APO;
K. Belvedere - Responsabile per le MnC della Regione Toscana;
Prof. Filippo Altilia - Presidente FNOMC&O di Ascoli Piceno.

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