NOSODE-TERAPIA E SUPPORTO AI PAZIENTI ONCOLOGICI

L'OMEOPATIA SI EVOLVE E RIALZA LA TESTA DOPO IL COVID

Esposito, Caperna e Tramontana accendono il convegno APO a Sant'Aniello a Caponapoli

Gorga: “Più luci che ombre: i pazienti crescono. Ma i nostri detrattori condizionano la politica”

Locandina ufficiale dell'evento

Comunicato stampa


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Comunicato Stampa

Non ci poteva essere luogo migliore della chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli, sorta sulle tracce di un antichissimo tempio dedicato alla Dea Demetra, simbolo della resurrezione e della fecondità della Terra, per rilanciare la voce del mondo dell'omeopatia, rimasta sopita negli ultimi 2 anni. Una voce che torna a farsi sentire all'ombra dell'altare di Girolamo Santacroce, come ha ricordato la vicepresidente Legambiente Anna Savarese, attraverso un parterre di “omeo-star”, rappresentato da alcuni tra i più autorevoli medici omeopati moderni come Vincenzo Esposito, Michele Caperna e Alfonso Tramontana. Il tutto è stato reso possibile dall'opera organizzativa dell'Apo, associazione pazienti omeopatici, la cui presidente Marisa Certosino ha aperto i lavori del convegno “Omeopatia tra luci e ombre” ricordando doverosamente la presidente Vega Palombi Martorano, recentemente scomparsa: “Oggi è tempo di onorare e rilanciare la sua eredità – ha detto Certosino – un'eredità pesante costruita in anni e anni di battaglie combattute esclusivamente da paziente, senza coinvolgimento alcuno”. Dopo il saluto di Nina Menichini di Fiamo Campania, che ha ricordato che “è nell'ombra in cui l'omeopatia è rimasta questi due anni che si sta costruendo la luce che ci aspetta in futuro”, è stata la volta dei relatori.

Primo a prendere la parola il dottor Vincenzo Esposito, a cui è spettato il compito di illustrare i passaggi più significativi del suo ultimo lavoro, “Le vibrazioni della buona salute”. Il suo libro – pensato per aiutare i medici che lavorano con un approccio sistemico, mira a dare risposte concrete in una fase di “endemia” come quella attuale, post-pandemica. “Il nostro sistema immune è come un radar – ha spiegato Esposito – funziona continuamente e percepisce informazioni e vibrazioni dall'ambiente, che si trasformano in eventi bio-chimici, con conseguente corteo dei sintomi. L'unico modo di intervenire è quello della Isoterapia, o Nosode-terapia: attraverso un'apparecchiatura che indaga lo stato bioenergetico umano, si ricava il relativo nosode, e si riesce ad alzare il livello di guardia del sistema immunitario. Il tutto confrontando il tampone salivare del paziente con una soluzione idroalcolica usata come tester, per capire anche il tipo di diluizione corrispondente. Perché – ha proseguito il dottor Esposito - se un'infezione fa iper-funzionare il sistema immunitario, con la vaccinazione non si fa altro che accelerare la risposta immunitaria, accentuando i processi infiammatori. Per questo il post-vaccino è anche peggio del post-Covid. Ma cosa significa “vibrazioni”? Vuol dire che noi riceviamo un segnale, lo commutiamo e lo rispediamo indietro, avendo però sempre una base biochimica. La Nosode-terapia è predittiva, e facendo la lettura oleogrammatica del biofotone confrontato col tester noi siamo riusciti a invertire la polarità del virus”.

Dopo Esposito è toccato a Michele Caperna, esponente della cosiddetta “medicina funzionale”, che ha raccontato la sua esperienza di successo nelle terapie di supporto ai pazienti oncologici. “Quando ho cominciato con l'omeopatia – ha spiegato - trovavo difficoltà con pazienti oncologici. Ho studiato il vasto mondo dell'oncologia in Europa e nel Mondo, e alla fine ho creato una terapia di sostegno ai pazienti nel percorso terapeutico. Sono partito dalla cellula e dalle cause della sua proliferazione. Noi abbiamo 37mila miliardi di cellule, che si duplicano continuamente: le mutazioni sono all'ordine del giorno. Ci sono mutazioni favorevoli (geni oncosoppressori) e sfavorevoli (oncogeni). Io non faccio altro che indagare l'attività dei marcatori (che sono nel 60% dei tumori umani), e capisco la realtà della situazione: se vedo un livello del 20-30% di meno, il sistema immunitario incomincia ad avere delle defaillance. Guardo le citochine, i macrofagi, e controllo tutto questo con la Farmacopea unitaria. Molti farmaci riescono ad avere un'elevata efficienza sui recettori dei livelli di crescita, come ad esempio il KRas, perché funzionano attraverso una legge on-off: l'omeopatico è il farmaco giuso perché è energetico e ha la capacità di disattivare un segnale, spegne un sistema. Il 75%-78% dei miei pazienti – ha detto Caperna - hanno traumi, ma bisogna vedere come li vivono. Se l'organo bersaglio è lo stomaco, lì trovo un'area cerebrale che ha un'attività maggiore e una serie di fattori (neuromodulatori) attivi, che stanno gestendo il problema, ad esempio un neuropeptide come la sostanza P, che è un marcatore del dolore, che sta dentro l'area bersaglio. I marcatori possono essere fino a 50mila su una cellula, e le dicono che deve attivarsi (ad esempio il glutammato nel paziente agitato), io faccio una configurazione del paziente e do il farmaco omeopatico che controlla questi marcatori, ed è lo stesso che controlla alcuni oncogeni. Testo circa mille farmaci omeopatici, ma per avere il controllo devo trovare la diluizione, ed è un lavoro estenuante. Infine serve trovare il numero dei granuli. Faccio tornare il paziente ogni 15 giorni, così posso trovare: 1) il farmaco unitario; 2) la diluizione; 3) il numero di granuli”. Il dottore ha oggi in cura 10 pazienti oncologici, e non ha saputo nascondere un momento di emozione personale nell'annunciare che “grazie a Dio sono tutti in vita. Quando trovo il farmaco mi commuovo, e il paziente lo capisce. Mi commuovo anche adesso”.

Ultimo medico relatore è stato Alfonso Tramontana, fisiatra e medico integrativo, che ha indagato il tema di una possibile relazione omeopatia e medicina basata sull'evidenza. L'omeopatia – ha detto Tramontana - vanta numerosi studi, a partire da quello pubblicato da me che indaga quante revisioni sistematiche sono state condotte seguendo i canoni dell'omeopatia: ebbene, ce ne sono pochissime. Eppure in numerosi testi – come sostenne anche il The Lancet nel '97 – viene scritto chiaramente che i risultati delle sperimentazioni omeopatiche non erano equiparabili a quelli di un placebo. In un altro studio in cui ho collaborato con l'università di New York, si è visto come i pazienti con fibromialgia cronica sono ridiventati responsivi alle terapie grazie alla medicina integrata, all'omeopatia, che quindi è al servizio degli approcci terapeutici classici. In un ulteriore studio – per cui ringrazio il professor Vittorio Elia – abbiamo creato varie linee di soluzioni (una di acqua distillata, altre di Apis e Arsenicum partendo da 5 CH fino a 30 CH per essere sicuri di superare il numero di Avogadro), una delle quali diluita e dinamizzata, l'altra non dinamizzata. Con un macchinario abbiamo individuato il DNA di batteri e abbiamo visto se c'erano popolazioni batteriche in queste due linee, e non solo la carica batterica aumentava all'aumentare della diluizione (mentre nell'acqua diminuiva), ma era di gran lunga maggiore nelle soluzioni dinamizzate, con un ordine che si ripeteva per N volte. Aumentavano i batteri Gram +, in maniera ordinata e sempre con lo stesso risultato. La succussione dunque favorisce un riarrangiamento della popolazione batterica Gram +. In queste soluzioni dunque non c'è solo acqua fresca, ma perché l'Arsenicum album funziona in un paziente sì e in un altro no? Perché la microbiosi dei due soggetti è diversa, e se intercettiamo con approccio clinico o altri approcci la composizione della microbiosi individuale, abbiamo finalmente trovato l'unicum”.

Prima della chiusura dei lavori è intervenuto in collegamento video anche Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, che ha fatto il punto della situazione sul mercato dell'omeopatia: “Nel 2021 il settore ha tenuto – ha spiegato - da nostre indagini di mercato i pazienti omeopatici continuano a crescere, a testimonianza del fatto che ne traggono beneficio: più luci che ombre, dunque. Meno luci dal punto di visto della situazione legislativa, che ricade sull'attività delle aziende che hanno dovuto scegliere i prodotti da mandare in registrazione, con conseguenze per i pazienti. Guardiamo alla realtà: l'omeopatia in Italia è osteggiata, è sempre un percorso in salita. Negli ultimi anni sono state ottenute molte cose: procedure semplificate, tariffe agevolate, due anni di proroga per le registrazioni. Tuttavia ci sono tante altre cose da fare, sfruttando i rapporti che sono stati aperti con le istituzioni prima del Covid, visto che col Covid si è rallentato tutto, le attenzioni delle istituzioni si sono rivolte all'emergenza, e i detrattori dell'omeopatia fanno tutti parte di comitati scientifici e sono diventati di fatto consiglieri dei vari ministeri, condizionando le scelte politiche: fanno, insomma, il mestiere che dovrei fare io. Stiamo cercando di ottenere tariffe più congrue, come quelle sul rinnovo AIC dopo 5 anni. Poi c'è l'aspetto delle indicazioni terapeutiche, che non si possono apporre sulle confezioni, con grave danno di immagine, ma in tutto il resto d'Europa (tranne la Spagna) i medicinali omeopatici sono venduti con indicazioni terapeutiche. Le aziende omeopatiche producono farmaci a tutti gli effetti, e per fare fronte alle sfide del futuro, oltre alla credibilità e ai rapporti con le istituzioni, bisogna capire che la realtà è cambiata, e bisogna agire con più realismo, senza snaturare una disciplina che è assolutamente credibile. Il futuro – ha concluso Gorga - non è nero, ma bisogna dotarsi di pazienza, buon senso e realismo”.