Il nuovo governo nomini un sottosegretario alle medicine complementari

L'appello del presidente di Omeoimprese: "Conte, Zingaretti e Di Maio tengano conto dell'importanza dell'omeopatia in Italia"

Tutti. Compresi quelli del mondo dell'omeopatia, che vorrebbero un ministro della Salute in grado di approcciarsi anche alle medicine complementari.

Il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, si è detto molto preoccupato a causa di alcune dichiarazioni di Matteo Renzi, che vorrebbe Roberto Burioni alla guida del Ministero: "Buroni è un ottimo medico e stimato ricercatore, ma non è una persona al di sopra delle parti perché non ha mai nascosto le sue posizioni integraliste e radicali verso la medicina complementare". Invece, il mondo dell'omeopatia spera in un ministro che abbia "una visione politica, tollerante, in grado di gestire e analizzare le questioni di competenza del dicastero con sobrietà e nel rispetto delle norme e delle leggi vigenti".

In Italia, infatti, a detta di Gorgia, sarebbe "in atto una rivoluzione che riguarda il settore omeopatico la cui disciplina è tutelata da Leggi dello Stato". Per questo, "chiediamo all’esecutivo nascente di dedicare maggiore attenzione all’omeopatia nominando un sottosegretario, competente in materia, con delega alle medicine complementari. Sarebbe un segnale di attenzione e di rispetto per un comparto che interessa oltre 20.000 medici prescrittori, oltre 9 milioni di italiani che usano la medicina omeopatica e oltre 4mila famiglie impegnate nel settore". E lancia un appello ai leader delle forze politiche dell'accordo: "Conte, Zingaretti e Di Maio tengano conto di queste istanze".

Francesca Bernasconi

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La solita guerra ingenua contro l'omeopatia

La ricerca sociale è il modo con cui possiamo conoscere la realtà che ci circonda. Indagini e sondaggi sono tra gli strumenti utilizzati dai ricercatori sociali per avere una rappresentazione realistica di quanto avviene intorno a noi. Fino a qualche giorno fa avevamo la percezione che la medicina omeopatica fosse considerata, se non alla stregua della stregoneria, certamente una disciplina poco nobile, disprezzata e da condannare da parte della comunità scientifica. A dare credito a questa ipotesi basta guardare a qualche settimana fa, quando le testate giornalistiche hanno dato grande risalto alle notizie che riguardavano il dramma del bimbo deceduto per un errore del medico omeopata nel trattare un'otite e, qualche giorno dopo, nel dare visibilità al ritiro da una rivista scientifica di uno studio clinico su un farmaco omeopatico perché contenente dati falsificati - questo è sostenuto dai ricercatori italiani che hanno scoperto il "falso". Ma è proprio così ? Davvero la comunità scientifica nel nostro Paese (in Europa è molto diverso) rigetta a priori la medicina omeopatica ? 0 si tratta solo di un'operazione che i ricercatori sociali definiscono di "cherry picking", ovvero raccogliere solo le ciliegie più "commestibili" - nel nostro caso le notizie che danneggiano l'omeopatia - tralasciando tutte le altre - in questo caso quelle a favore della disciplina omeopatica - così da fornire una percezione distorta della realtà?

LA REALTÀ È DIVERSA

Per verificare la mia intuizione ho commissionato ad EMG Acqua, società di ricerca tra le più conosciute e stimate, un sondaggio all'interno della comunità scientifica per verificare se davvero ciò che sentiamo raccontare fosse condiviso da tutti i medici, farmacisti i o giornalisti che scrivono di salute. Insomma se fosse realmente così negativo il giudizio sulla medicina omeopatica da parte dell'intera comunità scientifica e di chi si occupa di salute. Quello che è emerso è l'esatto contrario: un quinto dei medici di famiglia prescrive farmaci omeopatici e il 60% circa degli intervistati li utilizza per curarsi. È quindi un rapporto positivo quello tta la comunità medico-scientifica e l'omeopatia. Nessuna ostilità, dunque, ma anzi voglia di approfondire e di conoscere, tanto che a gran voce medici e farmacisti chiedono maggiore informazione e conoscenza rispetto ai vantaggi della medicina omeopatica. Il sondaggio che abbiamo commissionato ha coinvolto un campione di 300 esperti tra medici generici, farmacisti, docenti universitari in ambito medico e giornalisti che scrivono di sanità. La reputazione dell'omeopatia fra gli "addetti ai lavori" è buona: soltanto il 10% degli intervistati parla di "effetto placebo" e solo il 14% tra medici e farmacisti si rifiuterebbe di prescriverli. Quindi nessun preconcetto, anzi, il 44% ritiene particolarmente utili i medicinali omeopatici. La notizia non dovrebbe passare inosservata, considerando i toni accesi che ultimamente hanno caratterizzato i temi legati ai farmaci omeopatici. Eppure non risulta che alcun Tg l'abbia rilanciata - e mi riferisco in modo particolare a quelli della televisione pubblica, che dovrebbe più di altre garantire di un'informazione giusta ed equilibrata - né che le testate giornalistiche che si spendono da tempo per screditare la disciplina omeopatica abbiano dato visibilità alla notizia. Se si dà voce solo ai pochi che screditano l'omeopatica, la conseguenza sarà che l'opinione pubblica penserà che la posizione ufficiale della comunità scientifica è contro l'omeopatia. Ma abbiamo dimostrato che così non è.

GIOVANNI GORGA
Presidente Omeoimprese